da Voci dell’Aria – May Ziadeh

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da VOCI DELL’ARIA
Antologia di Poesia Femminile

UNA PICCOLA STORIA
di May Ziadeh
(1886-1941)

Non è il varo di una nuova nave
che non àncora la sua via per navigare
A leggerlo si prova un … un quasi piacere
è una quieta per l’anima affaticata
Così essa non è né lunga né spossante
nulla d’impenetrabile o di misterioso
lei è così, così piccola e, potrebbe essere, interessante!
Datemi ascolto ma in modo serioso….

(trad. S. Sambiase)

Datemi ascolto, ma in modo serioso... Sono versi che identificano parte del lavoro poetico giornalistico di May Ziadeh che con la sua poesia e i suoi scritti fu pioniera di una nuova identità femminile palestinese che ben si espresse nel 1921, quando alla conferenza egiziana “The goal of life” , May Ziadeh fece appello a tutte le donne arabe di aspirare alla libertà e di non chiudersi all’Occidente mantenendo pienamente la propria identità Orientale. Ziadeh lasciò 15 libri di poesia,  scrisse anche studi biografici e sensibili di tre scrittori di donne pionieristici e poeti, Warda al-Yaziji, A’isha Taymur, e Bahithat al-Badiya. E per vent’anni condusse una fitta corrispondenza con Khalil Gibran, che viveva a Ney Work, senza mai incontrarlo di persona.

Alcune poesie di May Ziadeh sono contenute nell’Antologia Voci dell’Aria, antologia dedicata al patrimonio poetico femminile curata dall’associazione Exosphere, in lettura per Primavera Donna del Comune di Reggio Emilia sabato 23 aprile alla Ghirba, l’ex Gabella.

Microsoft Word - antologiaA5.docx

Associazione Culturale Exosphere PoesiArtEventi, di Simonetta Sambiase, Gabriella Gianfelici e Federica Galetto, in collaborazione con Eutopia Rigenerazioni Territoriali, nell’ambito della manifestazione PRIMAVERA DONNA 2016 organizza sabato 23 aprile alle ore 17.00,  presso GHIRBA – Biosteria della Gabella, Via Roma 76, Reggio Emilia la presentazione dell’Antologia poetica femminile “VOCI DELL’ARIA”, con letture di Giovanna Gentilini, Simonetta Sambiase, Mara Paltrinieri, Gabriella Gianfelici, Eleonora Boschi e Giorgia MOnti 
Si darà voce alla poesia femminile, il cui patrimonio culturale è escluso da buona parte della critica antologica del nostro Paese. “VOCI DELL’ARIA” si divide in una prima parte dedicata alla traduzione di poetesse che hanno attraversato tempi e luoghi diversissimi della storia artistica mondiale, e di una seconda parte che chiama a raccolta un caleidoscopio del panorama contemporaneo. La pubblicazione è stata  curata interamente dall’Associazione culturale Exosphere.

riferimenti in i rete
https://middleeastrevised.com/
https://exospherepoesiarteventi.com/

http://www.7per24.it/2016/04/21/voci-dellaria/

http://www.cinquecolonne.it/voci-dell-aria.html

Io sono il vento – La poesia di Zoë Akins

zoe atkins

Sul tema della memoria, che sarà il cuore portante del premio Alessandro Tassoni di quest’anno, la curiosità se non il caso mi ha guidato verso   dei passati forse ancora troppo sconosciuti e tutti al femminile. E   ho trovato delle poesie di Zoë Akins, fra cui Io sono il vento, che mi hanno ricordato in personalissimi giri di memoria la scrittura di una delle mie poete preferite, Else Lasker-Schüler. Le due penne non potrebbero (forse) essere più diverse, come le loro vite. I luoghi di vita sono ancora più distanti: la Berlino via via sempre più di miseria e di vagabondaggio della Lasker-Schüler, le colline luccicanti di dive e divine della Hollywood del cinema muto della Akins. In comune le due donne hanno la straordinarietà del loro vissuto.

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Americana, era nata il giorno prima di Holloween nel 1886 ed era una donna del Sud Zoë Akins: il Missouri dove nasce e cresce è solo convenzionalmente nel MidWest. Saint-Luois fu la casa della sua gioventù, la città dove la donna che vinse il Pulitzer per la Drammaturgia  nel 1935 cominciò il suo percorso nella letteratura. Zoë Akins fu molte scritture: critica, giornalismo, testi  per il teatro e per il cinema hollywoodiano e poesia. La poesia fu raccolta in due volumi,  Interpretations (1914) e The Hills Grow Smaller (1934). E fu soprattutto una donna che lavorò ed emerse in un mondo eccessivo e trasgressivo non perdendo mai la rotta del suo talento e della sua conquista alla libertà da ogni condizionamento sociale ed espressivo. La sua Hollywood fu quella del cinema muto e di Greta Garbo, per cui Akins realizzò la sceneggiatura di Margherita Gauthier, una Signora delle Camelie di rara bellezza.

zoe akins

zoe akins

I suoi lavori letterari furono spesso dichiarati “too liberal” per quei tempi ed ebbero alterne fortune di pubblico, almeno fino al Pulitzer. Non erano giudizi di torto: Akins era molto più “liberal” dei suoi testi, sia nel posizionarsi saldamente all’interno di un mondo estremamente maschilista come quello dell’industria cinematografica americana sia nelle scelte personali. L’Akins  non aveva “confini amorosi”, e “divideva” la sua casa di Frankline Avenue  durante gli anni d’oro del cinema muto con l’attrice Jobyna Howland.   Di loro scriverà  Cecil Beaton su Vogue nel 1931: “la loro casa è piena degli oggetti più squisiti, così piena di fascino e di personalità della letteratura”. Un ospite fisso era George Cukor, il famoso regista. Nel 1932 Zoë Akins sposava lo svedese Hugo C. L. Rumbold, che  amava ricordare il suo grado militare di capitano (avuto durante la prima guerra mondiale) ma che di mestiere era un ottimo costumista e successivamente impresario teatrale. Le due poesie qui tradotte dall’inglese, Io sono il vento e La Viandante, sono contenute nella prima raccolta di poesia della Akins.

Georgia O'Keeffe
Georgia O’Keeffe

IO SONO IL VENTO

(1914)

Sono il vento che trema,

tu la terra ferma:

Io sono l’ombra che scorre

oltre la rena.

Sono della foglia l’oscillare,

Tu – l’incrollabile albero;

Sei come le stelle che stanno immobili,

Io sono il mare.

Tu sei la luce eterna

come una torcia io morirò…

Tu sei il crescendo di una musica immensa

Io – se non un grido.

***

LA VIANDANTE

(1914)

Le navi stanno distendendosi nella baia

I gabbiani  oscillando attorno ai loro alberi;

Il mio spirito impaziente come loro

sogna i fianchi delle stelle.

Così tanto amo il vagabondare

Così tanto amo il mare ed il cielo

che sarà una pietosa cosa

in una piccola tomba seppellirmi.

***

(trad. a cura di S. Sambiase

si ringrazia Federica Galetto per l’aiuto alla poesia La Viandante)

Il segno semplice (ebook n.127 della collana Il libro libero de LaRecherche.it)

Il_segno_semplice_di_Meth_Sambiase


http://www.ebook-larecherche.it/ebook.asp?Id=130

1872

***

piet_mondrian

,

… è l’incrocio il segno semplice

bisogna insegnargli a vivere come uomo

dare piacere: un impulso un flusso un orgasmo

ti scorra addosso l’arcobaleno la curva dei colori

***

basquiat

1960

***

… dopo il nero arriva il sangue

il rosso è il sangue del sole

dopo il sole arriva il bianco

il bianco è l’osso del dente

e i denti servono a poco per questo li mostro così tanto

mangio poco, però è tanto il mangiare che mi fanno

mi vendevo per così poco

una cartolina, un bacio, un viso addosso.