1.000 noW – Poesie contro i nuovi muri del Mondo

1.000 now, poeti contro la guerra, anna lombardo, poesia civile, simonetta sambiase, met sambiase,
Annunci

Come la vuoi?

Prendo quello che ho visto per il segno che è questo il momento di riaprire il blog. Il tutto, come un dato di fatto delle mie incontrollabili memorie, della solita accusa  di essere una femminista, fra il cinismo e l’antiromanticismo come guida per la soluzione dei problemi caratteristici del quotidiano. Della lettura dei quotidiani che mi circondano, mediamente pieni di informazioni o vuoti di informazioni. Pezzi di ricordi che hanno dei toni diversi, emergono e chiedono di essere applicati in punti funzionali, visto che questa è una realtà di terzo millennio, utilitarista, da industria Quattropuntozero,  da generazioni composite di iniziali complicatissime (Lgbt, Queer, e sigle indicizzate su Wikipedia), accanto  a ragioni di stato che coincidono con ragioni da commercio spicciolo e grasso, da droni postali etc etc. Il mezzo pieno, il mezzo vuoto. Quello che resiste a tutti i cambiamenti, è l’uso cronico e impunito dell’immagine  femminile come corpo giovane e disponibile per ogni minuzia commerciale, dalla vendita delle lenti a contatto al settimanale di pettegolezzi di due euro.
Trovarsi a fare spesa nel proprio supermercato ed essere costrette a fermarsi a guardare l’ennesimo cartellone con colori acuti e cafoni in cui una giovane donna, platinata, scollata, con la boccuccia rosso e la posa da cover porno dei poveri, avalla la domanda fondamentale della ditta che produce lenti a contatto “La vuoi tedesca? ” è l’indizio che nulla cambia se nessuno vuole cambiare. 

Come la voglio io? La vorrei tolta. Per dignità umana. Vorrei che il pubblicitario che ha inventato lo slogan, il grafico che ha elaborato l’immagine, la ditta che ha commissionato il lavoro, chiedessero scusa a tutte le donne tedesche e a quelle italiane. Gli ammiccamenti, le pruriginoserie, le facilonerie stereotipate, l’indifferenza con cui si avalla il tutto, sono inammissibili nel terzo millennio. Millennio nuovo in cui si uccidono donne ogni giorno, in ogni latitudine e longitudine sociale, e poi si lanciano palloncini rossi chiedendo che si cambi lo stato delle cose. Lo stato delle cose, si cambia non mettendo più in mostra cartelloni come quelli della foto. Brutti e scemi. Scemi e brutti. Vecchi.

Buon autunno a tutte le persone di buona volontà. Il Golem femmina riapre.

L’Amore Addosso – Lia Aurioso legge l’ultima raccolta di Grazia Fresu

“L’AMORE ADDOSSO”

Con L’amore addosso Gazia Fresu è alla sua quarta pubblicazione, dopo Canto di Sherazade, della quale sono protagoniste le donne; “Dal mio cuore al mio tempo” che ha per tema la relazione tra sé e il mondo e “Come ti canto, vita?” , un canto d’amore alla vita in tutti i suoi aspetti.

L’amore addosso è la raccolta di poesie che Grazia Fresu ha scritto per l’uomo che ama, il suo Capitano come lo definisce nella dedica, e che nella vita è realmente un uomo di mare, un Comandante della nostra Marina Militare. E se il termine di Capitano risulta di grado inferiore nella gerarchia militare, ha di certo echi più alti nella poesia degli autori che Grazia ama, nel Whitman di “O capitano mio capitano”, nei “I versi del Capitano” di Neruda, scritti per un amore sbocciato a Capri nell’ Invictus di Henley, e questa scelta investe il nostro, o meglio il suo Capitano, di una luce da eroe romantico.

Il Capitano è stato il primo amore dall’adolescente Grazia, vissuto sull’isola della Maddalena, insieme, gli innamorati, hanno provato le prime emozioni e i primi turbamenti, poi, come spesso accade, si son persi e ciascuno ha vissuto pienamente il proprio tempo sia sul piano affettivo che su quello professionale senza condividerlo con l’altro, ma la loro storia non era finita e la vita li fa incontrare di nuovo e di nuovo innamorare per comprendere che sono stati, l’una per l’altro, l’amore della vita.

Il tema dell’amore ritrovato lascia increduli e poi emoziona, sa di favola, di commedia a lieto, anche se tardivo, fine, ed invece è vera come la vita stessa che non smette di sorprenderci e di offrirci opportunità. Ed è l’oggi il tempo che conta, il ritrovato amore che Grazia vive e racconta, senza esclusioni di sorta né inutili pudori, in tutte le sue possibili declinazioni. Lo fa da donna passionale, carnale e coraggiosa qual è, una donna che crede profondamente nella vita e nella possibilità di ricominciare sempre, una donna che ha in sé il passato e guarda al futuro ma vive l’oggi, unica nostra certezza, pienamente.

Lia Aurioso e Grazia Fresu

La poesia di una donna, anche laddove vengono sottolineati gli aspetti più femminili, la cura per i dettagli di natura più o meno domestica o l’attenzione per i moti del cuore, deve essere svincolata dalle differenze di genere. La poesia è prima di tutto poesia, buona o meno buona che sia, e come tale va valutata.
E la poesia di Grazia è prima di tutto poesia vera, lirica, musicale, talvolta epica, di matrice mediterranea, una poesia che si esprime per immagini vivide che investono i nostri sensi e ci rapiscono il cuore coi profumi e i colori del mirto e delle rose, delle arance, della pelle degli amanti, del mare e delle emozioni.
Una poesia che nasce dall’assenza dell’amato, un’assenza che si fa presenza costante ed amorevole per accompagnare la poetessa lungo i giorni dell’attesa.
“In presenza dell’assenza”, citando il grande poeta palestinese M. Darwìsh, e per placare la mancanza dell’amato, nasce la poesia de “L’amore addosso”, la prima raccolta di versi tutta dedicata all’ amore di Grazia Fresu.

La lettura della raccolta è una sorta di viaggio epico attraverso una costellazione di temi e sentimenti che cantano ora l’attesa dell’amato e la distanza che li separa con le acque dei mari, ora la voce che li unisce attraverso il telefono e la presenza che resta oltre l’assenza, poi, finalmente, il mito dell’incontro, le attenzioni reciproche, la certezza, dopo dolori e tradimenti, dell’amore ricambiato, accogliente e dolce, ma sopra ogni cosa appassionato come quello di un tempo.

Parallelamente al suo capitano, la poetessa ha superato tempeste e solcato mari, figli dell’isola hanno entrambi il mare dentro e sono finalmente giunti in porto con la bonaccia, ma la quiete non è mai abitudine ed ha con la Fresu il sapore di un’epica avventura, una nuova Odissea con Atena che visita gli innamorati per restituire loro ogni incanto perduto affinché l’incontro sia bello e lieve come appena nato, come lo fu per Penelope e Ulisse ritrovatisi sul letto d’ulivo.

Sarà, allora, L’amore addosso, l’amore che non si può nascondere, caldo come una seconda pelle, come strati di baci, come un fiume impetuoso che trascina via il freddo e i timori dell’abbandono e che preme per essere raccontato attraverso la poesia. Una dichiarazione d’amore per l’amore, per la vita tutta e la poesia la cui scrittura accompagna l’autrice da sempre e le consente di esprimere tutte le sfumature dell’animo.

I riferimenti, peraltro bellissimi, a quegli aspetti squisitamente femminili di cui dicevamo, sono una costante nella poesia di Grazia Fresu, ne sono sostanza come la presenza del mare che misura le distanze, segna i cicli e il flusso della vita che, simile alle maree, si ritira per tornare a donare in un continuo movimento e rende inquieti coloro che hanno il mare dentro e sono costantemente in cerca dell’altrove.

Lia Aurioso

La Palabra en el Mundo – 11° edizione

La poesia si incontra in questo territorio di acqua e terra, con una convinzione forte che solo la Pace allontana la Guerra mentre solo la Guerra allontana la Pace del nostro sempre più fragile pianeta.La responsabilità è una parola di pace, la palabra interrompe il muro del silenzio raccogliendo l’appello del poeta albanese Ismail Kadarè, che così ci esorta: ‘Venite e appendete le armi ai chiodi delle rime’.
Anna Lombardo
(Director, International Poetry Festival Palabra en el mundo)

viadellebelledonne

Manca davvero poco per l’avvio dell’11° edizione de La Palabra en el Mundo.

“Il Festival internazionale di poesia Palabra en el mundo di Venezia è ormai un appuntamento annuale che chiama poeti da tutto il mondo a unirsi intorno alla parola poetica per sollevare coscienze e rendere costruttiva la solidarietà e la pace.

Palabra en el mundo, legata al Festival Internazionale di Poesia organizzato all’Avana, nasce per iniziativa del Proyecto Cultural Surinternacional, della Rivista Isla Negra e del Festival Internacional de poesia de la Habana e si svolge in contemporanea, nel mese di maggio, in più di 900 località nel mondo.

A Venezia è ogni anno messo in azione dalla generosa partecipazione di poeti e poetesse nonché amiche e amici della poesia che credono nella responsabilità della parola. Il festival veneziano con il tempo è diventato uno spazio di solidarietà più ampio e aperto. La poesia che si ascolta sta…

View original post 197 altre parole

L’ingombro alla libreria delle Donne di Bologna

Nel pomeriggio di venerdì 28 aprile, nell’ambito della rassegna di poesia “HER KIND”, organizzata dalla Libreria delle Donne di Bologna, Le Voci della Luna presentano la raccolta vincitrice della XXII edizione del premio di poesia Renato Giorgi – anno 2016:

“L’ingombro” di Simonetta Sambiase

Dialogheranno con l’autrice
– Loredana Magazzeni
– Marinella Polidori
– Michela Turra
– Maria Luisa Vezzali

leggerà oltre l’autrice
Leila Falà

È finito il giorno di riposo, zoppico
arrotolo il voi, il noi, ci tiro una riga e rimbalzo
che sto scialando per vita piena
me l’ha scritto anche il dottore delle pillole per dormire
da quaggiù perennemente c’è infestazione di chiasso
ho bisogno di imparare a consegnarmi al fracasso
ai difetti, alla fiere occasionali, al mascara, ai saldi autunnali
vendo Melencolia fitta tutta scarnita con il bulino di Dürer
citazioni colte e l’insonnia che filtra tra i libri
segue una linea e una curva passa alla radio l’intera generazione
che sente solo vecchie canzoni, con tacchi di sughero o di zeppa
sotto le rughe

Simonetta (Met) Sambiase, impegnata nel mondo sindacale e nella politica delle donne, ha fondato a Reggio Emilia l’associazione culturale Exosphere PoesiArtEventi, con cui cura progetti poetici in collaborazione con PrimaveraDonna. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni e varie antologie. In rete, il suo blog è Il Golem Femmina. Con L’ingombro (prefazione di Maria Luisa Vezzali) ha vinto la XXII edizione del Premio nazionale di poesia Renato Giorgi.