Come la vuoi?

Prendo quello che ho visto per il segno che è questo il momento di riaprire il blog. Il tutto, come un dato di fatto delle mie incontrollabili memorie, della solita accusa  di essere una femminista, fra il cinismo e l’antiromanticismo come guida per la soluzione dei problemi caratteristici del quotidiano. Della lettura dei quotidiani che mi circondano, mediamente pieni di informazioni o vuoti di informazioni. Pezzi di ricordi che hanno dei toni diversi, emergono e chiedono di essere applicati in punti funzionali, visto che questa è una realtà di terzo millennio, utilitarista, da industria Quattropuntozero,  da generazioni composite di iniziali complicatissime (Lgbt, Queer, e sigle indicizzate su Wikipedia), accanto  a ragioni di stato che coincidono con ragioni da commercio spicciolo e grasso, da droni postali etc etc. Il mezzo pieno, il mezzo vuoto. Quello che resiste a tutti i cambiamenti, è l’uso cronico e impunito dell’immagine  femminile come corpo giovane e disponibile per ogni minuzia commerciale, dalla vendita delle lenti a contatto al settimanale di pettegolezzi di due euro.
Trovarsi a fare spesa nel proprio supermercato ed essere costrette a fermarsi a guardare l’ennesimo cartellone con colori acuti e cafoni in cui una giovane donna, platinata, scollata, con la boccuccia rosso e la posa da cover porno dei poveri, avalla la domanda fondamentale della ditta che produce lenti a contatto “La vuoi tedesca? ” è l’indizio che nulla cambia se nessuno vuole cambiare. 

Come la voglio io? La vorrei tolta. Per dignità umana. Vorrei che il pubblicitario che ha inventato lo slogan, il grafico che ha elaborato l’immagine, la ditta che ha commissionato il lavoro, chiedessero scusa a tutte le donne tedesche e a quelle italiane. Gli ammiccamenti, le pruriginoserie, le facilonerie stereotipate, l’indifferenza con cui si avalla il tutto, sono inammissibili nel terzo millennio. Millennio nuovo in cui si uccidono donne ogni giorno, in ogni latitudine e longitudine sociale, e poi si lanciano palloncini rossi chiedendo che si cambi lo stato delle cose. Lo stato delle cose, si cambia non mettendo più in mostra cartelloni come quelli della foto. Brutti e scemi. Scemi e brutti. Vecchi.

Buon autunno a tutte le persone di buona volontà. Il Golem femmina riapre.

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