Caleranno i vandali – Breve viaggio nel libro di Flavio Almerighi

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Con un esergo di Opis Mandel’štam si apre il corposo libro di Flavio Almerighi, Caleranno i Vandali, di Samuele Editore. Versi limpidi di scrittura e grigi di malinconia come possono essere stati i giorni della fine dell’impero dell’innocenza, quando sono calati i vandali a devastare le illusioni e le speranze. Il “giorno incinto che partorisce solitudini bastarde”, “il fruscio della solitudine”, l’Eredità di Caino portata via dal teatro per approdare sulle pagine di poesia del terzo Millennio, e le strade sono più vuote che piene, come i mesi, i luoghi, il lavoro. E’ questa l’eredità che bisogna cantare? In parte si. E’ la parte dove lo sguardo è anarchico e la scrittura lo segue, fra spazi stretti e strofe larghe e viceversa, escludendo rime e assonanze se non in rare comparse, perché la stesura del paesaggio umano non ritorna mai su se stesso con armonia. Questo specchio  è diurno e  compone “Storie per adulti”. E ogni poesia ha un titolo. Le parole pesano e la visone è laica, non c’è conversione all’indeterminato. Il poeta non permette la razzia della purezza, né della verità, né della storia. Non ci sono passaggi metaforici che confonderebbero la visione. “Dov’è il sogno americano?” “C’era più giustizia negli anni in cui Clint Estewood faceva Callaghan” “Le sette del mattino\il risveglio il gazzettino\il lavoro e beato chi ce l’ha” mentre “i morti sparano allarmati” perché da qualche parte si sta nascondendo l’ennesimo piccolo tiranno pronto a trasformare un fiume in una campagna napoleonica di morti ammazzati. (Note sui dieci per cento). Eppure esiste l’altra parte del fiume e si dovrebbe vivere tutti lì, dove il poeta approda continuamente, non cambiando il ritmo ma il suono. Ed eccolo l’altro sguardo.  Quello che i versi non riescono a nascondere a lungo, e che s’incaglia e si scioglie e scrive d’amore . Certo, gli amori e gli affetti, nei tempi in cui sono calati i barbari,  sono  “bracieri tranquilli”. Ma sono straordinari lo stesso e che straordinario ritrattista che diventa Almerighi quando la strofa vira al caldo e l’autore “da del tu a tutte quelle che ama”, le sue “Barbare” sulla strada di Brest, le sue ragazze d’acciaio dietro le finestre accese di Dozza, le sue donne sposate così a lungo da essersene dimenticate. I vandali stanno calando, stanno diminuendo e questa discesa riempie a tratti il  vuoto delle case o dei mesi. Arrivano donne con “il fuoco greco spiovuto\senza bisogno d’ombrello”, la cui “finestra è un inizio di bacio\di un cielo coperto\di una canzone dopo la musica” in cui perdersi e cercare “oltre lo smarrimento\e i cerchi nel bicchiere\qualcosa che dica di te”. Non c’è rovina nel ricordo di quegli affetti. La piena dei sentimenti è l’argine al fiume di guerra, in ogni suo dove ed è  costata tanto attraversarla. La calata che Almerighi restituisce senza iperbole è l’incredibilità della vita nel suo quotidiano fra straordinari affetti e fatica di restare zitti “durante un duello di spade

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cinque poesie tratte da
Caleranno i vandali
di Flavio Almerighi

(c) Samuele Editore

RITRATTO DI OLGA SEDUTA

Vivere è rimanere svegli
senza spostarsi, tempo
ti sto leggendo con la biro
e non capisco cosa vuoi dire
all’ammontare della mia vita,
discuterne a oltranza
è perdersi a Bologna.

Olga è cittadelle inespugnate
misteriosamente supine su tela,
di là non si muovono,
una vita intanto è caduta dall’albero
mettendo radici tra le sue morenti
senza la carezza
con cui andava a dormire.

E’ che a settembre
molte foglie arrossiscono
si portano dove vogliono,
timbrano e se ne vanno
ma non le vedi partire.

LE COSE FUNZIONANO

le trasmissioni proseguiranno
fino alle sei del mattino
con il Notturno dall’talia.
Il vento non si abbasserà,
stanotte foglioline appuntite
secche scavalcheranno i nidi,
le donne dormiranno nude
ma non troppo,
lasciate senza amore,
passere sui rami che non si sa
dove vadano a dormire
dopo l’arroganza del giorno.
Il buio profumerà di viola
galleggiando fino al soffitto
dove i sogni scoprono
la propria vertigine
nessuna protezione
ai monchi a mani giunte
ai ragazzi liberi di nessun futuro
agli inventori scarichi
del genio italico.
Qualche portiere di notte
forse, uscirà vivo
signore e signori
vi auguriamo una buona notte.

 

FAMMI UNA CENA AFFABILE

Ho messo la camicia
è melagrana per macchiarla
di un pasto estraneo.
Fammi una cena affabile
questa sera, ti prego.
Lasciami una rosa
tra tovaglia e bottiglia
magari non parlarne più,
falla tornare dal passato
avrò oltre lo smarrimento
e i cerchi del bicchiere
qualcosa che dica di te.
Lasciala in caldo
anche se rientro solo
e il gatto pretende il rancio
da me. E mi fa cenno
perché vuole attenzione,
perché tutto è venuto da sé
non ti ho tenuta stretta
e sei fuggita lontano,
la sedia è ancora calda.

RILETTURA MORBIDA

le parole cose che non siamo
poesia l’atto di fede senza dei,
quando piove e fa freddo
qualsiasi maternità anche adottiva
andrebbe bene pur di sentirsi
protetti e coraggiosi, bambini all’amo
durante pomeriggi provati e vissuti,
specie nei parchi o sui campi
dove il calpestio non alza più erba,
ma terreno e pane duro per le galline,
il coraggio della fame
spinge i piccioni fino ai nostri piedi,
c’è chi ancora vuole parlare
dice cose che non capisco oggi
come tanti anni fa

TRA DUE PARENTESI

a mia figlia

La vita non se ne accorge,
un giorno gioca in cortile
il giorno dopo
lo stesso cortile non c’è più.
Persa così, stesso strappo
da tempo di guerra
combattuta in nome di niente
Dentro un luna park
pieno di folla era primavera
non l’ho vista più,
le parentesi sciatte
serrate per sempre.

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4 pensieri su “Caleranno i vandali – Breve viaggio nel libro di Flavio Almerighi

  1. Una lettura interessante…o meglio un suggerimento di lettura, un invito ad acquistare il libro per assaporarne ogni pagina. Ben fatto.
    Ps. “LE COSE FUNZIONANAO” è un refuso, o un titolo d’avanguardia linguistica? 😉

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