Le ore alla tenda bianca

madre

 

Ora che mi hai costretto ad essere io la madre
madre
appoggiata contro le sbarre del tuo letto d’ospedale
conto le ore della trasformazione
e del troppo silenzio nel tuo farfugliare
che mi dici che vedi Gesù e che c’è un campanello che suona
– le senti o no le voci dei bambini qui intorno? –
mi lasci a svelenare  il cuore dall’illusione
di riaverti ancora come prima
ad urlarmi di non spegnere la televisione che mi parli lo stesso
e di non spaventare la gatta o di come sta il ragazzino
che tuo fratello chiama tutti i giorni
urlando come i sordi sanno far meglio
che tutto ti finisca presto – che io sto bene
e che ti copra
se non ci sarà più cura
quando rifaranno daccapo il tuo letto
sarà andato via anche l’ultimo capello che hai perso
ed io con lui.

S. Sambiase

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2 pensieri su “Le ore alla tenda bianca

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