Ferragosto di lepri e di mici. Il Golemf. riapre alla poesia.

La leggerezza di Ferragosto è una moina di gatto pigro e uno scatto improvviso di lepre.

gatti

MUPSI
di Nikos Dimou

Stoico come un filosofo romano.
Immoto per ore, giornate.
Un’altra dimensione dentro agli occhi
Non un gesto di troppo
né un pensiero di troppo.

Quando sento parlare d’autoanalisi,
d’introspezione, di concentrazione,
io penso sempre a Mupsi –
il compatto rigore d’un teorema.

Franz Marc
Franz Marc

IL GENIO
di Eugenio Montale

Il genio purtroppo non parla
per bocca sua.

Il genio lascia qualche traccia di zampetta
come la lepre sulla neve.

La natura del genio è che se smette
di camminare ogni congegno è colto
da paralisi.

Allora il mondo è fermo nell’attesa
che qualche lepre corra su improbabili
nevate.

Fermo e veloce nel suo girotondo
non può leggere impronte
sfarinate da tempo,
indecifrabili.

CARNEVALE A PRATO LEVENTINA
Giorgio Orelli

E’ questa la Domenica Disfatta,
senza un grido nè un volo dagli strani
squarci del cielo.
Ma le lepri
sui prati nevicati sono corse
invisibili, restano dell’orgia
silenziosa i discreti disegni.
I ragazzi nascosti nei vecchi
che hanno teste pesanti e lievi gobbe
entrano taciturni nelle case
dopocena; salutano con gesti
rassegnati.

(c) Christina Lovisa
(c) Christina Lovisa

Li seguo di lontano,
mentre affondano dolci nella neve.

 

(Per contaminare i generi perchè anche il genere è stereotipo, Vi propongo anche un testo di una canzone di una cantautrice genovese, Claudio Pastorino)

I GATTI DI BAUDELAIRE
testo di Claudia Pastorino

Mi chiedo com’è che innamorati e dotti
amino ugualmente i Gatti dolci e dormienti
orgoglio della casa, freddolosi, scaltri, sedentari
maghi, demoni, santi, amici del piacere.

Evoluzione dell’uomo e del pianeta
non piegati dall’erebo triste, dall’ombra mesta
ma reni feconde, pupille golose, nobili e ignobili
compagni discreti, amanti ed esteti.

Mi chiedo e rispondo ed è tutta una danza dintorno
se catturi il mio sguardo nel tuo vedo dentro di me
che stupore nel trovarti negli occhi smeraldi e topazi
e godere del tuo contemplarmi, quasi fossi migliore
e sentirmi migliore, come un altro da me.

Voce discreta dal timbro lieve
coi piedi felpati a passeggio nel mio cervello
oh voce incupita! d’incanto ora è forte, mi ha stupita!
la casa rallegra, dirada i miei mali.

Ispirazione di matti e rimatori
conoscitori dell’Arte di essere amati!
ammaliatori indugiano sulle mie dita
vi sfiorino lievi il manto prezioso!

Mi chiedo e rispondo ed è tutto un giocare dintorno
se catturi il mio sguardo nel tuo vedo dentro di me
oh pupille lucenti! oh vividi opali cangianti!
e godere del tuo contemplarmi, quasi fossi migliore
e sentirmi migliore, come un altro da me
come fuori di me!

Mi chiedo com’è che innamorati e dotti
amino ugualmente i Gatti dolci e dormienti
orgoglio della casa, freddolosi, scaltri, sedentari
maghi, demoni, santi, amici del piacere!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...