La stella errante: breve viaggio nell’ultimo lavoro di Paolo statuti

Georgia O'Keeffe
Georgia O’Keeffe


la finestra che sbatte
è una tachicardia
e che una lettera non scritta
non è poi la fine del mondo

Paolo Statuti

La vita come lungometraggio aperto su uno spazio pieno di eventi e di cose, un mondo bazar dove poter scegliere cosa offrire, cosa prendere e cosa lasciare in eredità del proprio passaggio. “Non devo gridare\ per attirare la gente\basta un sorriso” e le strofe de La Stella Errante di Paolo Statuti conducono in un luogo dove la vita scorre ed è scorsa fra gli affetti e l’arte e lo spirito che anela al cielo, la fede che sorregge fino all’ “ultimo desiderio\ leggere ancora una pagina di cielo”, proprio come gli uccelli la cui vocazione alla spiritualità affascina il poeta. La Stella Errante è un treno a Varsavia che “scivola via su pattini-rotaie \tempo spazio\racchiusi nel vagone. Nel campo una mucca\suona il fagotto\e concede il bis\che nessuno richiede”. E’ “*la sonata del sole e della pioggia” : Varsavia, Masečín, Roma, Sainte-Victoire,“le sante chiese di Russia”, la campagna “che amo\consolante rifugio\serena bellezza”, e in tutte le rotte c’è sempre musica buona, Chopin e Bach in primis, perché tutta l’arte dona “sguardi increduli” con cui avvicinarsi al mondo o con cui avvicinarsi a Dio. C’è ovunque il proprio luogo, dovunque e dappertutto ci sono tracce del tempo passato “*nessun sentiero fa tornare indietro” ma non importa, la vita è trascorsa in pace, ispirata da grandi affetti e amori vicini. E’ il libro del commiato, fra rassegnazione ed incanto “l’anima ringiovanisce un po’ eppure è sempre più vecchia“, la casa è un luogo amico, difende e protegge i ricordi di tutti, perfino di un topo che arriva inatteso in cantina mentre si prende una bottiglia di vino (quello buono) per celebrare un amico, una figlia, un amore, un ricordo “io dico spasibo\ e ripeterò spasibo\ormai per sempre” e il libro è pieno di dediche come in un album di foto di famiglia. La stagione è l’autunno, perché commuove “che nasce\dal caldo grembo dell’estate e muore\nel freddo abbraccio dell’inverno”. La lirica è tutta intessuta di immagini d’autunnale spiritualità che vengono elaborate in grande varietà di strofe in un moto pacato e riflessivo che regna nella maggior parte dei componimenti poetici. Non c’è sperimentazione linguistica né tensione nel linguaggio poetico. Quasi sempre l’io narrante converge con l’autore che ama aprirsi però a varie forme metriche. Si incontrano distici e Haiku, rime baciate, anafore e componimenti in versi liberi in un ritmo consolatorio intessuto di immagini che costantemente invitano al coraggio della commozione, “la marcia dei pellegrini\ e i rintocchi della campana\portano sollievo\come fresca mano\su una fronte ardente”.

da LA STELLA ERRANTE

di Paolo Statuti
(c) GSE Edizioni

CONTINUITà

L’abito chiaro ell’alba
gli occhi spenti delle case
il pizzicato degli uccelli
il brontolio delle caffettiere
il viavai dei bagni
i saluti plastificati
il grugnito delle vetture
L’abito scuro della sera
gli occhi accesi delle case
le avide occhiate
il clic degli interruttori
il cigolio delle reti
i sogni i ronfi
le coscienze archiviate
DON CHISCIOTTE
Cavaliere della Mancia,
ti vedo alle prese coi giganti.
Dulcinea come sempre
ti è accanto e ammira
il tuo coraggio,
sicuramente ti ama.
Anche Sancio a modo suo
ti ama e ti dà consigli,
ma tu giustamente
non lo ascolti.
Ecco ora sei partito
a lancia bassa,
ma…che succede?
Dei maligni stregoni
hanno trasformato i giganti
in mulini a vento
e una palla ti ha colpito in pieno.
Ora Sancio si ubriacherà
dal dispiacere.
Ronzinante farà un nitrito
di plauso,
scoprendo i denti gialli
e cariati.
E la dama del Toboso
ti bacierà
facendoti arrossire.
Don Chisciotte,
patrono dei poeti,
ogni notte in cielo
vedo la tua stella,
non posso sbagliare,
perché è l’unica stella errante
POESIA
Se non sai cos’è la poesia,
immagina d’esser sordo
e udire scendere
dal cielo un accordo…
immagina di esser cieco
e vedere accendersi
il fuoco del tramonto…
immagia d’esser muto
e poter dire:
tu piccola stella
risplendi, tremando
d’infinito…
10 APRILE 2010
prima silenzio
poi un rombo
uno schianto
uno scoppio
poi un nuovo silenzio
nel bosco di Smolensk
e in milioni di cuori
polacchi.
LA MIA ULTIMA PREGHIERA
Mio Dio,
quando mi chiamerai,
accoglimi con un sorriso
per come sono,
per quello che ho fatto
e non fatto nel bene e nel male,
non essere un giudice severo,
sii misericordioso,
ma con tutto il cuore t’imploro,
non farmi tornare mai più
su questo Pianeta:
potrei esser un corrotto
o un terrorista,
un padre senza lavoro
oppure un analfabeta,
un mafioso o un camorrista,
un bambino che muore di fame,
un clandestino annegato,
una donna violentata,
una pianta malata tra i rifiuti,
un pesce soffocato dalla plastica,
un uccello avvelenato
dall’aria inquinata.
Se devo rinascere, mio Dio,
trovami un luogo nell’immenso universo,
lontano dall’uomo
e vicino ai saggi animali,
e se mi vedrai triste e solo
mandami un Tuo angelo
con tre ali
si, un angelo poeta
musicista e pittore,
con una poesia da tradurre,
una cantata da ascoltare
e una tela da dipingere insieme.
Grazie, mio Dio e adesso –
l’ultimo favore –
che la mia anima
sia per sempre preda
del Tuo Infinito Amore!

* Friedrich Hölderlin

Paolo Statuti è nato a Roma il 1 giugno 1936. Nel 1963 si è laureato in Scienze Politiche presso l’Università di Roma e nel 1975, presso la stessa Università, ha conseguito la laurea in lingua e letteratura russa ed altre lingue slave (allievo di Angelo Maria Ripellino). Nel 1982 ha debuttato in Polonia come poeta e nel 1985 come prosatore. E’ autore di numerose traduzioni letterarie pubblicate (prosa e poesia) dal russo, ceco e soprattutto dal polacco nella lingua italiana. Ha collaborato con molte riviste letterarie polacche e italiane. Ha pubblicato in Italia due libri di favole: “Il principe-albero” e “Gocce di fantasia” (Edizioni Effelle di Marino Fabbri) e un volume in Polonia : ”Drzewo, które było księciem” (Ed. Nasza Księgarnia, Warszawa, 1989). Il suo ultimo lavoro è il libro “La stella errante”, prefazione di Nazario Pardini.

Dal 1982 al 1990 ha collaborato con la Redazione Italiana della Radio Polacca, realizzando molte apprezzate trasmissioni letterarie. Nel 1990 ha ricevuto il premio annuale della Associazione di Cultura Europea – Sezione Polacca, per i meriti conseguiti nella divulgazione della cultura polacca in Italia.

Negli anni 1991-1997 la insegnato la lingua italiana presso un liceo statale di Varsavia.

Pratica anche la pittura (olio e pastello) ed ha al suo attivo numerose mostre personali. Da molti anni vive in Polonia.

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2 pensieri su “La stella errante: breve viaggio nell’ultimo lavoro di Paolo statuti

  1. Grazie Georgia e Simonetta! E’ così bello e gratificante scoprire dalle parole di un lettore sensibile e perspicace aspetti e significati che un poeta introduce spesso spontaneamente e inconsapevolmente nei suoi versi. Vi abbraccio entrambe. Paolo

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