Antonaz, chi era costei?

laura antonelli, il golem femmina

Certi film non li nominavano nemmeno in segreto a casa mia, ma si infilavano comunque portati dai fidanzati delle cugine più giovani, ed ecco Malizia che qualcuno aveva visto addirittura due volte al cinema però di un altro quartiere, non si sa mai. C’era questa Laura Antonelli che era “una scatenata”, e chissà mai che significava alle orecchie di noi bambine alle prese con la scuola elementare. Un suo film lo vidi lo stesso, tanto tempo dopo, era in costume ed aveva un finale tragico. Bello. Ma era Visconti ad averla diretta, non era difficile rimanere incantati. Da una biografia seppi che era nata con un altro cognome, Antonaz, e veniva da una terra d’esodo, di cui oggi abbiamo rimosso la memoria. Una migrante.  Bellissima e povera.

Altro tempo,  e di Lei lessi un’intervista su un rotocalco femminile, in cui confessava che era stata innamorata talmente di Jean Poul Belmondo da aver rinunciato per lui a copioni importanti:  Lui le diceva di lasciar perdere ed Lei lo faceva. Poi un giorno fu lui a “farsi perdere” e per i film che contavano non la chiamarono più. Pensai allora, che se avevano sedotto ed abbandonato una come lei, che speranze poteva avere una “common girl” di tenersi un uomo? Mi domandai anche come mai gli uomini francesi godessero di tanta buona reputazione, soprattutto nelle commedie hollywoodiane, visto che al di là dello schermo a forma di nuvoletta baguette, non mi sembravano tanto diversi da quelli italiani in faccende di egocentrismo. Trascorre tempo di fare e leggere altro, scoppia il caso della cocaina in casa sua, e il carrozzone mediatico sosta nella sua piazza preferita, dare addosso ai vinti. “E’ sfigurata da una plastica facciale riuscita male\è sola e abbandonata\ ecco perché si droga\ è diventata povera e vecchia, etc”. Guai ai vinti, peste alle vinte. Ci fu un avvicinamento alla fede, crocefissi al collo e i silenzi dei monasteri, unica voce Radio Maria, che ben sappiamo, si prende in ogni longitudine e latitudine d’Italia. Più nulla fino a tre mesi fa, quando la sua domestica ha trovato il suo corpo “per terra, in casa”, come scrivono le agenzie. Breve viaggio del carrozzone. “Per molti spettatori l’immagine di Laura Antonelli rimarra’ sempre legata alla vestaglietta, succinta e ammiccante, che Salvatore Samperi le aveva imposto per il personaggio della cameriera di ‘Malizia’ (1973)” scrive l’Ansa, generalizzando, perché ad esempio, non molte donne della mia generazione hanno visto Malizia e credo che tutto sommato non siano nemmeno interessate a guardarlo. Chissà poi quanti ricorderanno che a ridosso di settant’anni c’erano profughi italiani da Istria e Pola, noi italiani abbiamo la tendenza a dimenticare pezzi di storia a noi vicini. Ancor meno amiamo dare spazio a chi diventa anziana, la vecchiaia è un nostro tabù e voltiamo facilmente lo sguardo altrove, dicendoci che noi – tutto sommato – siamo ancora giovani e non ci ridurremo – giammai – così. Bon. Intanto , domani Laura Antonaz Antonelli avrebbe compiuto 74 anni e non avrebbe certo avuto molti telegrammi d’auguri. Ma Antigone Contraria ed Eterna li fa lei, augurandole la serenità che si augurerebbe alla vecchia zia restata zitella per troppo amore e fortuna contraria.

 

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