INCROCIANDO LO SGUARDO DI ADELE CAMBRIA di Gabriella Gianfelici

E’ andata via Adele Cambria. La notizia l’ho sentita alla radio nazionale nel radiogiornale delle tredici, un lampo di dieci secondi circa, inframmezzato dalla vittoria di una squadra di calcio che non ricordo in una gara che manco quella ricordo e un servizio sul nuovo album di una giovane cantante di ventiquattro anni sconosciuta, povera me. Adele Cambria invece la conoscevo, o meglio ne conoscevo la vita spesa nel nome del femminismo. Di lei poi me ne parlava da un po’ di tempo la mia amica Gabriella (Gianfelici, nda) che ne stava curando l’immenso patrimonio cartaceo. Suo il saluto ad Adele (qui sul GolemFemmina e sul sito Exosphere) dove recuperiamo il giusto spazio che lei meritava.

adele cambria

INCROCIANDO LO SGUARDO DI ADELE CAMBRIA

di Gabriella Gianfelici

Quello che accade nei ricordi è importante. Ricordo di te Adele, la tua conoscenza in un teatro di Mestre, negli anni ’70, dove si rappresentava: “In principio era Marx“, un tuo testo teatrale così graffiante, ironico e colto che allora non seppi comprendere bene.
Intesi, però, la tua lucidità intellettuale e la tua forza d’animo. E soprattutto la tua determinazione.
Ora  la tua biografia verrà ricordata da molti: laureata giovanissima  partisti da Reggio Calabria per Roma per fare l’impiegata,  ma in realtà volevi diventare giornalista e così accadde. E anche scrittrice, donna impegnata politicamente. E femminista.
(Adele Cambria, insieme a Camilla Cederna e a Oriana Fallaci furono le nostre giornaliste, dagli anni ’50 in poi).
Ma quello che mi piace ricordare di te, sono quei tuoi occhi verdi arguti, guizzi di ironia e di curiosità. La tua cultura immensa mi affascinava e di quando nel tuo studio, sistemato il tuo archivio mi “giravi” sempre intorno e poi ti sedevi accanto per dirmi:‘”Vedi ?questa lettera è del pittore lucano…“e ancora :”Vedi? questa foto è della manifestazione…”
Per archiviare pochi fogli, a volte, occorrevano molte ore!!!
Parlavamo molto: letteratura e poesia, libri, i tuoi lavori e il nostro femminismo passato e futuro.
Non hai mai risparmiato la tua presenza e le tue parole per proteggere la natura devastata, le persone indifese e le donne ancora vittime di tanta violenza.
I tuoi scritti, il tuo immenso archivio e la tua vita saranno sicuramente importanti per chi volesse trarne spunti di ricerca e di riflessione.
Ci siamo incrociate centinaia di volte, e parlate altrettanto.
Ed è stato il tuo sguardo sincero e penetrante il regalo più grande.

La tua amica bibliotecaria Gabriella

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