Da due generazioni: poesie di Bedocchi e Lodato

Due autori dalle voci diverse come due generazioni. Un filo comune c’è sempre per intrecciarsi. Buona lettura.

 

 

***

Mamma…
Cantami la ninnananna
Ho paura mamma
Prendimi tra le tue braccia.
Papà dove andiamo?
Non voglio lasciare la mia casa
Andiamo a trovare tua zia.
Mamma…
Ho paura
Non avere paura
piccolo mio.
Mamma, voglio la mia culla
Anche questa barca dondola come la tua culla
Ora fai la ninna
O mia piccola stella.
Mamma ho freddo
Mamma… Mamma… Mamm…(a).
Shh…
Sta dormendo
Piccola stella splendente
Ora non ha nulla da temere
Ora non sente più freddo
Ora non cerca le affettuose braccia di sua madre
Ora non si sveglierà piangendo
alle urla dei suoi fratelli
mentre giocano a pallone.
Ora però anche loro stanno dormendo
Quando si sveglieranno, forse
Anche piccola stella farà parte della piccola squadra
e giocherà da portiere.
Però, ora stanno dormendo.
(c) IMRAN LODATO

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Il mio nome è Imran Lodato. Sono nato in Pakistan, ventiquattro anni fa. Ho pubblicato il mio primo libro Opera Nuova, contiene poesie e racconti brevi, presso la casa editrice Youcanprint. Non mi definirei né un poeta né uno scrittore, ma un artista. Avrei girato un film se avessi avuto una macchina da presa…

 

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Quando Caino mi chiamç
io andai
quando mi colpì
morii con la sorpresa negli occhi
e caddi sgomento
non lo posso perdonare
non lo posso perdonare
ma se avessi ascoltato i suoi silenzi
ma se avessi ascoltato i suoi lamenti
ma se avessi ascoltato i suoi tormenti
e l’avessi chiamato al mio altare…

quando mio fratello mi chiamò
io andai
quando mi colpì
pensai ai doni portati all’altare
e caddi sgomento
non lo posso perdonare
non lo posso graziare
ma se avessi ascoltato i suoi silenzi
… i suoi lamenti
… i suoi tormenti
e l’avessi chiamato al mio banchetto…

Oggi non malediresti il fratello
e una terra esangue
che sembra chiedere il suo sangue
non più sudore e canti
non più genio e preghiera
ancora piramidi
ancora piramidi
da lavare nel sangue.

(da Jeux sans frontières )

CLAUDIO BEDOCCHI

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Parafrasando il suo ultimo libro “Jeux sans frontières” possiamo presentarlo come il poeta senza frontiere: Claudio è infaticabile a far sentire l’arte di casa. Testi poetici e teatrali, fotografia, associazioni culturali: non lo troverete mai in un momento di riposo, un caleidoscopio di poesia e arte che continua da anni a produrre cultura sul territorio reggiano.

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