LA MELA DI ODESSA – Venite gente ad aprire le strade – Reggio Emilia, sabato 4 domenica 5 ottobre

“La mela di Odessa” non è solo una favola rivoluzionaria in forma di canzone. “La mela di Odessa” è un invito a seguirci lungo due giornate (nel week-end tra sabato 4 e domenica 5 ottobre 2014) spese insieme a “fare, narrare, camminare”, dentro un nuovo convivio civico cooperativo in cui tornare a coltivare buone mutualità.

Alla base di questa nuova esperienza di socialità urbana partecipata (ideata, realizzata ed animata come di consueto dall’associazione Eutópia – Rigenerazioni territoriali e dalla Cooperativa Case Popolari di Mancasale e Coviolo) troviamo gli stessi desideri e valori generativi delle altre edizioni della Sagra Cooperativa Da ciascuno secondo le sue possibilità: stare nel mondo senza arrendersi alle ingiustizie che lo percuotono, abitarlo in cooperazione, dar vita a nuovi vicinati.

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LA MELA DI ODESSA

 

(c) Lee Bul
(c) Lee Bul

(1920)

C’era una volta una mela a cavallo di una foglia.
Cavalca, cavalca, cavalca
insieme attraversarono il mare.
impararono a nuotare.
Arrivati in cima al mare, dove il mondo diventa piccino, la mela lasciò il suo vecchio vestito e prese l’abito da sposa più rosso, più rosso.
La foglia sorrise, era la prima volta di ogni cosa.
Riprese la mela in braccio, e partirono.
Giunsero in un paese giallo di grano pieno di gente felice, pieno di gente felice!
Si unirono a quella gente e scesero cantando fino alla grande piazza.
Qui altra gente si unì al coro.
“Ma dove siamo? ma dove siamo?”
Chiese la mela.
“Se pensi che il mondo sia piatto allora sei arrivata alla fine del mondo. Se credi che il mondo sia tondo allora sali, e incomincia il giro tondo!”
E la mela salì, salì, salì, salì, salì.
La foglia invece saltò, saltò, saltò.
Rientrò nel mare e nessuno la vide più.
Forse per lei, mah, il mondo era ancora piatto.
….Vicino al mare dove il mondo diventa piccino….Se credi che il mondo sia tondo, allora sali,sali! E incomincia il giro tondo!

(testo attribuito a Patrizio Fariselli nel disco Crac! (Cramps 1975) )

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