Le costruttrici d’Oriente – II parte

GuendouzDjamila, Leila Djabali, Anna Greki, Nadia Guendouz. Mio articolo sulle poete algerine del secolo appena passato.

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Cinquant’anni di  indipendenza algerina. Due generazioni (quasi) in pace. Alle spalle, i vecchi e la  guerra, quella fatta senza aerei cyber, ma coniugata comunque  con morti e torture, sopraffazione e stragi,  croci nei cimiteri e fatiscente speranza, umanità senza altro diritto che l’istinto del sopravvivere.

Il ricordo è vicino, fra le disillusioni e la storia portata fra le rughe. Fra le donne, in armi. C’è stata in Algeria una generazione che ha usato armi e parole. Una generazione di poetesse ha parlato, ha costruito cerchi perfetti di parole, fino a divenire bersaglio, e i corpi in parole e carne sono state colpiti nel rosso del centro e hanno continuato a scrivere, celebrando lo spezzarsi della freccia nel loro essere. Si sono scelte forse le più conosciute, quelle che hanno scritto in francese, la lingua della colonizzazione, ma la tradizione orale del Magrebed, non viene enciclopizzata. Il francese era nelle terre…

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