Figli di una Medea italiana.

X-Medea-Chariot-Vase

Coraggio, niente paura. Niente paura, coraggio. Comincio io: non mi piacciono gli incontri papali dello stato laico, le medaglie alla memoria e gli impegni post-mortedeglialtri a risanare i torti. Non mi piace la definizione della Terra dei fuochi, è troppo ingannatrice non rende il guaio di campare e vivere nella Terra dei fuochi: il nome inganna perché non produce l’immediata paura del contagio del fumo catramoso che arriva da quel fuoco, troppo vicina alla Terra del fuoco , l’Isla Grande alla fine del mondo che quindi confonde. Dovrebbero trovare dei neologismi duri ed immediati… la Terra della carestia chemiotica, la Terra che meno male che è lontana dal mio vialetto con il Suv, la Terra dove le donne muoiono e i figli prima di loro, la Terra che tanto nel Meridione…

Così l’incontro di stamattina fra le madri orfane di figli e il presidente dello stesso Stato che non ha tutelato la salute dei loro figli è una Terra non reale, una terra da mitologia di terzo millennio , la parafrasi d’apparato trionfale del mito di Medea  la barbara, la strega che uccide i figli per reclamare il suo diritto alla dignità (sebbene lì erano faccende d’amore e a voler tirare lo sguardo autodeterminazione di genere); il mito si trasforma, s’involve  nella sceneggiata della Medea italiana che ha ucciso i propri bambini per reclamare il diritto di fottersene altamente dell’indispensabile protezione dei “buoni” contro i “cattivi”. Eh, si, si, adesso ci penserò io, ghe pensi mi, ‘mo vech’io: è ora di dire basta!! Ma perché non si poteva dirlo prima? Prima ancora delle statistiche ufficiali di questi o quei rilevamenti e statistiche sanitarie che urlavano?  Ancor prima delle madri che seppellivano i loro figli, dell’acqua che puzzava, dell’aria che puzzava, della frutta che puzzava, degli animali che morivano con la puzza nella pancia e nella pelle? Ancor prima di Gomorra e del povero Saviano costretto a vivere per sempre una vita incarcerata fra le guardie del corpo? C’erano stati ancora degli intellettuali ben prima di lui che aveva scritto, non dimentichiamolo. Ho ripreso il vecchio libro di Francesco Barbagallo, Napoli fine Novecento, che mi costò ben sedicimila lire nel 1997(ero giovane), e  tutta la “criminosa convergenza d’interessi fra “camorra, politica e impresa”(certa impresa, fortunatamente) dagli anni ’70 alla data di pubblicazione del libro è ben documentata. E quindi? Cosa sono queste sceneggiate romane?

terradeifuochi

di Luca Ispani

Terra dei Fuochi 

(Memoria sociale)

Dove sono i girasoli

nei ricordi di bimbo

percorro le stesse strade

cercando invano.

Dove sono i compagni di giovinezza

le risate in piazza la sera, i brividi dei primi baci

i tremolii, le voci.

Seguo il letto del fiume in magra

dove il vento è padrone

assieme al potere che stringe

le vite straziate

della gente onesta

gladiatori senza gloria, senza nome.

Ricorderò loro come portatori di una speranza nascente nella terra, dove tra fuoco, lacrime e sangue

la morte ha un prezzo, l’orrore delle carcasse mutilate al posto dei prati in fiore

i corpi gonfi, doloranti seviziati da morte truce, precoce.

Eppur nel cuore vita pulsante sento, nel cuore rivedo il verde, l’azzurro

l’arcobaleno dopo pioggia incessante

l’inizio di nuova linfa, balsamo per l’anima.

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