Requiem for Seamus (1939\2013)

E’ stata la prima poesia letta di Seamus Heaney. La metto in memoria pubblica su questo piccolo blog come un fiore da portagli in chiesa.

Seamus Heaney

Requiem for the Croppies

The pockets of our greatcoats full of barley…
No kitchens on the run, no striking camp…
We moved quick and sudden in our own country.
The priest lay behind ditches with the tramp.
A people hardly marching… on the hike…
We found new tactics happening each day: 
We’d cut through reins and rider with the pike
And stampede cattle into infantry, 
Then retreat through hedges where cavalry must be thrown.
Until… on Vinegar Hill… the final conclave.
Terraced thousands died, shaking scythes at cannon.
The hillside blushed, soaked in our broken wave.
They buried us without shroud or coffin
And in August… the barley grew up out of our grave.

S. Heaney

1939 – 2013

 

DENTI – tratto dall’ebook Il LETTO DI GHIACCIO a cura del collettivo di WSF

wsf

DENTI

di Simonetta Sambiase

La prima volta che ho rotto un dente, mi teneva per mano un bel ragazzo di nome GianMaria e il mio cane, un barboncino nero dalle orecchie a punta lievemente rossastre. Avevo sbattuto contro un lungo albero di marmo, alla fine della strada, là dove si  tornava indietro, verso il porto canale dove affogavano i clandestini che davano troppo fastidio ai caporali sui grandi trak americani ma anche un po’ inglesi. Bianco sul bianco, dente contro marmo, pare che il sangue che lasciai, con quello che arrivava dalla darsena artificiale, servì poi a dei consorzi agricoli per il concime chiamato “sangue di bue” non vergine, naturalmente.

La prima volta che ho curato un dente, si avvicinò una ragazza berbera, che non voleva si raccontasse che nome gli avesse dato sua madre. “E’ la mia eredità nel mondo – gridava ai venti – e nessuno mi ruberà il mio nome”. Il dente era a forma di duna appuntita, aveva la cima d’ossa tutta erosa da troppa vita. Mi diedero dell’anestetico, ma avendo quindici anni, pensai che fosse un peccato venale.

La prima volta che ho sognato un dente, mia nonna mi portò dalla curandera e piangeva lungo la strada: “mia nipote ha sognato che morirò”, gridava ai passanti.  Io ero vestita di bianco, ai piedi delle espadillas morbidissime. La curandera arrivò presto e mise sulle spalle un abito di penne e piume: sembrava un mostro arrivato dalle fiamme del cielo, continuava a girare su se stessa senza fine e mormorava parole e colori. La nonna smise di vivere una mattina di settembre. Rive di fiori l’accompagnarono all’ossario. Qualcuno suonava dei tamburi. Cadevano denti e amati ricordi. Negli anni, i denti si sono scuriti e smagriti, ora sono solo ossa da mastico.

tratto da Il LETTO DI GHIACCIO: racconti inaspettati di Ferragosto.

ebook gratuito e scaricabile

a cura del Collettivo WSF

Letture e sorprese

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Ho “avuto piacere” nel leggere il nuovo libro di poesie di Natalia Bordarenko.  Me l’hanno “affidato” per WSF e la sua lettura è stata più volte ripetuta  (per me buon segno).

Così posso usare con grazia la “contentezza” che mi ha regalato  la notizia che la recensione a Confidenze Confidenziali è il post del giorno in un bel sito di poesie su Blogspot.  Lo prendo come amuleto, e lo metto in visione anche qui. Lunga vita (in iperbole e fortune) alle poetesse.

Meth.

http://lospaziorubato.blogspot.it/2013/08/natalia-bondarenko-e-confidenze.html