Neobar. E Meth. Grazie a Doris Emilia Bragagnini e Abele Longo

http://neobar.wordpress.com/
da La (quasi) ballata del figlio e del mondo 

http://neobar.wordpress.com/2013/01/22/meth-sambiase-%C2%AD-la-quasi-ballata-del-figlio-e-del-mondo/#comments

Un gioco a rimpiattino con il senso della vita, un tam tam lanciato verso il proprio centro, un richiamo alla propria natura lontana nel tempo, eppure quotidiana nell’osservarsi allo specchio per mettersi a posto una ciocca ribelle, così come i suoi versi.

Un pubblico ringraziamento

a Doris Emilia Bragagnini che ha lasciato le sue parole nelle mie

e ad Abele Longo

Grazie.

Antico è l’inverno


antico è l'inverno

Il vento è furioso stanotte, sconvolge

i bianchi capelli del mare; 

per questo non temo la corsa sul mare tranquillo

(antica lirica irlandese, secolo  IX)

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*

Il segno della vittoria è la furia del vento.

Stanotte recede dalla percorrenza

e le strade d’inverno attendono parole

vieni a me, raggio del mio cammino

si slaccia

si sgancia posta la mano

la giogaia fiocca come una confessione

non ho (più) lingua che l’incomprensibile

ma la linea della vita ora si riempie

di linee e di righe che l’intrecciano

la gran fatica è continuare a scendere dai muri

coro dei miei pensieri è la tormenta

INVERNO – ultimo atto

inverno, poesia

Di lunari. Ma sopra (al) tutto

d’ agrumi si spingono i riflessi del bianco

le ossa nei fiocchi che cadono in terra

il gelo – come in moviola – rapisce la neve.

Chi è fuori gocciola di nebbia

fanno penitenza gli omini che slittano sul ghiaccio

ma anche le donne che corrono leste alla tana

con orecchie di lepre.

La teoria dell’inverno

reagisce ai calori e ai pulviscoli.

I filari, come croci scalze di vita

si snebbiano nei lampioni.

Altrove,

in una sala con un letto e un balcone

ci alziamo a stento

e mettiamo tutto in ordine

poiché s’attende e l’attendiamo 

di traverso o in stato di riposo

quello che potrebbe attraversarci

e farci riposare in nuovo dominio di ghiaccio

AMICHEVOLI CITAZIONI

da un discorso privato con una giovane intellettuale  comincia una nuova pagina di questo nano (mio) blog. Quello che non vorrei dimenticare.

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Se una cosa ho imparato, e qui sono molto ingegnere e molto pratica : la gavetta non passa attraverso le mani di piccoli stronzetti che gonfiano il pelo per apparire più grossi, ma passa soltanto attraverso il proprio studio. Se parti da A per arrivare a B, devi pisciarci in mezzo ed andare direttamente a B , non ai sette nani che stanno tra A e B. (e Bianca C.)