da Woman in Art magazine (aprile 2012)

La voce esce acuta o bassa dal corpo dato o dal corpo ricreato dall’anima e i suoi suoni avvicinano, raccontano, allontanano, gridano, elaborano il mondo; non si rassegna mai, e continua a cercare la sua anima diversa, l’Altro, così dissimile a se stessi perché ha necessità di “coniugarsi”, di svolgersi, di completarsi.
Ma alla fine del confronto, forse, gli addendi umani restano singolarità, e la voce di una donna e di un uomo non si addizionano mai ma si moltiplicano per se stessi, come due voci singolari.

http://www.womeninart.it/methsambiase.htm

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