San Giuseppe 2012

Si consuma Peppino,

in svariate frequenze desaparecide;

tuttavia il contenitore

dove la safena ha preso la via della cenere

è ancora lucido,

aggregato nel marmo con dei fiori di plastica.

Te li ho portati quest’inverno

incorruttibile averno,

incrociati con il cromo dei colori vivi

alla sagra delle lacrime orfane

discendenti

da quelle note che suonavi

come curling su un piano di ghiaccio,

acciaio morto

incrostato da cutine di ricordi

dove il padre

non ha mai smesso di essere l’amato.

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