Ecco perché i poeti valgono: la loro parola passa coraggiosamente dal particolare all’universale ed io leggo non solo Meth, ma il nome di tutte noi donne, in abiti e parole diversi, in corpo differenti, tutte a “schiena china”, anzi a schie-na chi-na.
E ormai diamo anche ragione agli aguzzini: significa che  ce lo meritiamo, non abbiamo fatto le brave bambine, tutti volevano da noi disponibilità, tempo, pazienza e che uscissimo di casa per andare al lavoro e guadagnare lo stipendio, ma che cosa hanno risposto alla nostra richiesta d’amore? Mai capaci di un gesto gratuito o così poco disponibili da essere niente. Ora amare senza essere amati, alla lunga, diventa impossibile e ci fa gridare, e che ben vengano queste urla da partorienti: “essere ancora Lepre in una macelleria che le proprie mani aprono ogni mattina”.
Leggete abbandonandovi al frammento e capirete: qui c’è l’eterno femminino che si proclama in una nudità struggente.

                       Domenica Luise

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