toccata e fuga (II)

Ma come faccio a capirti?

tu mi indichi la bottiglia, sei già dentro allo spirito

io penso all’omino che ha reciso i tralci.

A volte la sua maschera,

galleggia in un confine, si macchia

vive il giorno come tutta la notte

scomposizione dell’Una nell’Altro

un vortice, un attimo scoperto

e si cambia livrea e abitudini negate

(ritrattare, ritrattare sempre il tutto

ma continuare, continuare sempre il tutto).

L’augurio a Dio e all’anno che scocca (di Meth e Nabil Mada)

(Nabil, Meth)

E’ l’augurio e che il tempo ti sia propizio

fuori dall’uscio una volta culminante

e novizia, indistanziabile, non confusa la luce

ne divisa in quarti e mezzelune

che sia estromesso l’instabile

un aggettivo  di (in)umana separazione

L’emorragia dei giorni,

del nostro secolo corrotto,

supremazia, sistema, gloria

e democrazia

parole come foglie di nebbia

in orizzonte sfumano.

Il tutto, il nulla,

l’uguale il differenziale,

l’uomo senza dunque, la donna non mutilata

la mosca sul bimbo, la spina nei piedi,

l’assegno sociale, la via di Damasco,

i passi di un essere gambero, invariabili come pensieri.

Il vento bisbiglia il tuo cuore umano,

grovigli di pensiero piangono,

notte ribelle,

stelle sparse nell’universo.

Ma ancora non è tardi,

abbracciare Dio e rinnovargli gli auguri

Perché è nel dentro (avrei potuto) l’antico

l’origine si confonde e trascorre,

aurei si sobillano i sensi pieni di grazie,

nel possesso di un futuro destrorso

avresti voluto sussurrare la guerra è finita,

è gettata di ghiaia nelle dita di bambini e aquiloni.

Perché è nell’ovunque il cielo

dipingeteci comete d’innocenza, di pace

rinasce, non dorme.

E tu, Homo Sapens

sii creatura di Dio

qualsiasi sia il suo nome.

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2011/12/31/meth-sambiase/

Povrett!

Non sono inumano\a

ho sempre delegato e non rifiutato

non è un impulso non sono imputabile,

perché in principio Dio creò i meridionali

(i napoli, soprattutto)

le femmine brutte e i ricchioni

d’altronde, come possa io trovare il biasimo

non nei diritti ma fra i rovesci: lo negheresti?

Noli mi tangere, li ho avuti sui nervi

(una dichiarazione d’intenti)

nero su bianco, ogni bene a quelli che vendono

gli occhialini in riviera, li compro sempre

(poverett) per trenta soldi così li moltiplicano

come i pani integrali e i pesci tropicali

e i cinesi? pago una candelina ottocentesimi

da noi ne vogliono due euro

non c’è paragone, è a getto continuo

non stanno con le mani in mano

ha detto quell’impiccione del terzo piano

che non li vedi dagli imbarcaderi

ma negli aeroporti più illuminati

mormorano non urlano non ce n’è uno alla morgue

(rin)civili, senza un impiccio.

Sarà  però d’interesse “educativo”
aspettare la fine della lunga pagina di Poesis
e leggerne contenuti e (contare le) firme
che si agganceranno come catena
agli anelli di Arnold de Vos e Lucini.
Io, sono un anello della quarta pagina.

Leporis

LEPORIS

(in) Canti Matrigni
http://www.liminamentis.com/


…l’autrice ci introduce in un mondo allegorico,

tra (in)canto e realtà,
quasi a voler significare
che anche nelle creature più fragili
si celano inaspettate risorse,
si nasconde un punto di forza che le immola
e al tempo stesso le salva...
dalla prefazione di Daniela Cattani Rusich

Solo una gatta trasale e d’incanto

si trasforma in una lepre

con le sue orme trapunta la strada

e sparisce non si sa dove. 

O.E. Mandel’stam)

Che la strada sia lunga

 

concorso di poesia RainStars2011
concorso di poesia RainStars 2011

http://www.rainstars.net/canale/letteratura_poesia/concorso.html

Il rapporto del poeta con lo spirito del “suo” viaggio. Un viaggio nei confronti di nuove realtà che lo portino a percorrere una strada lunga in cui esplorare un luogo nuovo, sconosciuto, in cui la percezione del suo mondo si arricchisce.
Per le opere in concorso, i poeti potranno scegliere di incamminarsi verso un luogo fisico, con la geografia che rimane a segnare il contatto con terre e mari, in confidenziali confini familiari o in frontiere di lingue e strade e volti stranieri.
Oppure potranno confrontarsi in un viaggio introspettivo, che li illumini e li conduca a mutare o acquisire nuove prospettive esistenziali: il viaggio come partenza-allontanamento di conoscenze già assicurate per un approdo inaspettato o fermamente ricercato.
Ancora, è concesso al poeta di narrare un terza tipologia di viaggio, quello fantastico, slegato dalla geografia fisica o interiore, la cavalcata dell’Ippogrifo verso la Luna.

(Meth Sambiase)

ITACA

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d’incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi
penetranti d’ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca
– raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.


Konstantinos Kavafis